
di Umberto Zollo | Strambino (TO) – Presentata la tappa conclusiva del Tour de l’Avenir 2026: 130 chilometri fino al Lago Serrù, nel cuore del Gran Paradiso, per decidere la corsa tra giovani talenti, montagne e paesaggi del Canavese.
Dalle spiagge della Normandia alle vette del Parco Nazionale Gran Paradiso, attraversando pianure, vallate e alcuni dei passi più impegnativi delle Alpi. Il Tour de l’Avenir 2026 si concluderà mercoledì 26 agosto in Italia con la tappa di 130 chilometri da Strambino a Ceresole Reale-Lago Serrù, destinata a decidere la classifica generale della più importante corsa a tappe internazionale riservata ai giovani talenti del ciclismo.

La frazione conclusiva della 62ª edizione è stata presentata lunedì 27 luglio nella Sala Unità d’Italia del Municipio di Strambino, alla presenza delle autorità locali, dei rappresentanti dell’organizzazione e di numerosi protagonisti del mondo delle due ruote. Ospite d’onore Bernard Hinault, cinque volte vincitore del Tour de France e da anni vicino alla corsa francese dedicata alle promesse del ciclismo.
Il percorso partirà dal territorio collinare del Canavese e attraverserà località come Caravino, Romano Canavese, San Martino Canavese e Agliè, prima di transitare da Rivarolo Canavese, Cuorgnè e Pont Canavese. Da qui la corsa entrerà nella Valle Orco, risalendola interamente fino a Ceresole Reale e ai tornanti che conducono al Lago Serrù.

Sarà un progressivo cambiamento di paesaggio. Alle strade tra borghi, campi e colline seguiranno le pareti rocciose della valle, i boschi e infine l’ambiente severo dell’alta montagna. Negli ultimi chilometri il gruppo dovrà affrontare una salita capace di trasformare una corsa tattica in una sfida diretta tra gli uomini di classifica.
Gli ultimi 20,3 chilometri presentano una pendenza media vicina al 6%, con punte che raggiungono il 14% subito dopo Noasca. Ancora più impegnativo il tratto conclusivo: gli ultimi cinque chilometri salgono al 9,2% di media, con rampe fino al 13%. Numeri che indicano una selezione quasi inevitabile, soprattutto dopo sei giorni di gara e dopo la durissima tappa del Col de l’Iseran.
La salita verso il Serrù è già entrata nella storia recente del ciclismo. Nel Giro d’Italia 2019 fu il russo Ilnur Zakarin a imporsi al termine di una giornata che mise in evidenza la durezza e la spettacolarità dei tornanti sopra Ceresole Reale.
La sindaca di Strambino e consigliera metropolitana delegata al turismo, Sonia Cambursano, ha sottolineato il valore sportivo e territoriale dell’appuntamento, ringraziando le istituzioni e le persone che hanno lavorato per riportare la manifestazione nel Torinese.
“Abbiamo proposto una tappa che valorizzerà il territorio collinare canavesano, attraversando i suoi centri e percorrendo l’intera Valle Orco. Grazie alla diretta televisiva su Eurosport, la frazione conclusiva sarà un’importante occasione di visibilità per il Canavese, la Valle Orco e il Parco Nazionale Gran Paradiso.”
La corsa tornerà nella Città metropolitana di Torino dopo l’esperienza del 2024, quando una frazione transfrontaliera terminò a Condove e la giornata conclusiva condusse i corridori da Bobbio Pellice al Colle delle Finestre. In quell’edizione lo spagnolo Pablo Torres conquistò la tappa, mentre il britannico Joseph Blackmore difese la maglia gialla.
Il vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici, Jacopo Suppo, ha richiamato anche il lavoro necessario per garantire la sicurezza e la percorribilità delle strade provinciali interessate.
“La Città metropolitana di Torino torna ad accogliere una corsa che mette in evidenza le promesse del ciclismo mondiale, impegnando risorse finanziarie e umane. Il Dipartimento Viabilità e Trasporti dovrà assicurare la piena percorribilità delle strade attraversate dalla carovana.”
Nel corso della presentazione è intervenuto anche il vicesindaco di Ceresole Reale, presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, che ha evidenziato la collaborazione con la Città metropolitana e la necessità di conciliare i grandi eventi con la fragilità dell’ambiente alpino.
Il ciclismo è stato indicato come uno strumento capace di raccontare il territorio con tempi e prospettive differenti rispetto al traffico automobilistico. Ceresole Reale si trova inoltre a pochi chilometri dal confine francese e dal Parco nazionale della Vanoise, con il quale il Gran Paradiso forma una delle più estese aree protette transfrontaliere delle Alpi occidentali.
Un collegamento geografico e culturale che rende la conclusione italiana coerente con l’identità internazionale del Tour de l’Avenir, nato in Francia ma storicamente orientato alla scoperta dei migliori giovani corridori provenienti da tutto il mondo.
Il Tour de l’Avenir prenderà il via giovedì 20 agosto da Ouistreham-Riva Bella, sulla costa della Normandia. Il luogo di partenza è legato alla memoria dello sbarco alleato del 6 giugno 1944: proprio nel settore di Sword Beach approdarono le truppe britanniche e i primi commando francesi.

Il ciclismo diventerà così un filo narrativo tra storia, paesaggio e sport. La carovana raggiungerà Argentan, Nogent-le-Rotrou, Amboise, Vierzon, Saint-Vallier e Semur-en-Auxois, prima di affrontare il trittico alpino decisivo.
Lunedì 24 agosto è prevista una cronometro individuale in salita di 16 chilometri tra Les Carroz e Flaine, con il passaggio dal Col de Pierre Carrée e un tratto finale sterrato. Il giorno successivo arriverà la tappa regina, 149 chilometri e quasi 5.000 metri di dislivello fino al Col de l’Iseran, a 2.764 metri.
Solo dopo queste due giornate la corsa entrerà in Italia. La Strambino-Lago Serrù non sarà quindi una passerella conclusiva, ma un’ulteriore prova di alta montagna nella quale distacchi ridotti potrebbero essere ribaltati sulle rampe finali.
Il direttore del Tour de l’Avenir, Philippe Colliou, ha ricordato il valore della manifestazione come passaggio verso il professionismo e il massimo livello internazionale. I risultati ottenuti al Tour de France da molti ex vincitori confermano la capacità della corsa di anticipare il futuro del ciclismo.
“L’ultima tappa sarà scoppiettante e potrà cambiare la classifica. Il percorso parte dalla Normandia, luogo simbolico dello sbarco, e arriva sulle Alpi italiane: il ciclismo diventa un vettore di racconto unico, capace di collegare territori e storie differenti.”
La competizione, organizzata da Alpes Vélo con il supporto di ASO, società che organizza anche il Tour de France, ha introdotto una modifica significativa al proprio formato. Accanto alle rappresentative nazionali potranno partecipare anche le squadre di sviluppo collegate alle formazioni WorldTour.
Saranno al via, tra le altre, le selezioni giovanili di UAE Team Emirates, Visma-Lease a Bike, Soudal Quick-Step, Red Bull-Bora-hansgrohe, Bahrain Victorious, Picnic PostNL, Decathlon CMA CGM ed XDS Astana. A queste si aggiungeranno le nazionali di Italia, Francia, Germania, Norvegia, Canada, Stati Uniti, Polonia e Indonesia.
La corsa proporrà complessivamente 926 chilometri in sette giornate, alternando tappe adatte alle fughe, frazioni vallonate, una cronometro di montagna e tre appuntamenti alpini.
Bernard Hinault ha ricordato come il Tour de l’Avenir continui a rappresentare una delle principali porte d’ingresso verso il grande ciclismo. Tra i vincitori figurano campioni come Felice Gimondi, Laurent Fignon, Greg LeMond, Miguel Indurain e Tadej Pogačar.
“Prevedo molto spettacolo e tappe combattutissime. Dopo una prima parte più vallonata, il finale sarà simile a quello vissuto al Tour de France. L’ultima tappa sarà fondamentale per la classifica e potrà essere ancora più emozionante.”
Il campione francese ha ricordato di aver assistito nel 2019 al successo di Pogačar al Tour de l’Avenir, arrivato pochi mesi prima dell’affermazione dello sloveno ai massimi livelli. Un esempio che sintetizza la funzione della corsa: mostrare oggi i corridori destinati a competere domani nelle grandi classiche e nei Grandi Giri.

Interpellato sulle prospettive del francese Paul Seixas, vincitore dell’edizione precedente e già protagonista tra i professionisti, Hinault ha riconosciuto il valore del giovane connazionale, senza però sottrarsi a una valutazione netta sul confronto con il dominatore delle ultime stagioni.
“Finché ci sarà Pogačar, Seixas non potrà vincere il Tour de France. La Francia ha comunque a disposizione un grande corridore, che abbiamo visto vincere il Tour de l’Avenir meno di dodici mesi fa.”
Tra i corridori più attesi figura Lorenzo Finn, campione del mondo tra gli juniores e successivamente tra gli Under 23. Il giovane azzurro viene indicato tra i principali candidati alla vittoria finale, anche se l’apertura alle squadre di sviluppo aumenterà il numero degli avversari competitivi.
L’Italia insegue un successo che manca dai tempi di Gianbattista Baronchelli. La conclusione sulle strade piemontesi potrebbe offrire a Finn una motivazione ulteriore, ma il risultato dipenderà anche dalle energie rimaste dopo la cronometro di Flaine e la scalata dell’Iseran.
Alla presentazione erano presenti anche il commissario tecnico Marino Amadori, l’onorevole Paolo Berruto, l’ex corridore Franco Balmamion, il giornalista Beppe Conti, Ennio Chiatellino e Marco Conterno.
Il Tour de l’Avenir arriverà in Canavese con una classifica presumibilmente già segnata dalle montagne, ma ancora aperta. La successione tra cronometro, Iseran e Lago Serrù lascerà poco spazio alla gestione e premierà i corridori capaci di unire resistenza, recupero e attitudine alle lunghe salite.

Il 26 agosto i tornanti sopra Ceresole Reale non rappresenteranno soltanto l’ultima immagine della corsa. Saranno il punto nel quale una settimana iniziata sulle coste della Normandia consegnerà al ciclismo internazionale il nome di uno dei suoi possibili protagonisti del futuro.



